Il programma della manifestazione prevede una tre giorni di iniziative, che si svolgeranno in alcune tra le più belle piazze del centro storico della città: incontri, dibattiti, performance, sport, spazi per bambini, concerti e soprattutto percorsi eno-gastronomici alla scoperta dei tesori agroalimentari e culturali del basso Lazio e delle loro radici, che affondano nei viaggi, negli scambi, nelle rotte del Mediterraneo. Il Festival vuole essere occasione per creare diversi momenti di socialità e approfondimento storico-culturale, promuovendo la cultura del buon bere e del mangiare sano, attraverso l’incontro con le tradizioni e le eccellenze delle nostre terre, in un contesto di festa per la città intera.
Il Ta’m Terrae Festival 2014, svoltosi a Terracina dal 24 al 26 ottobre, rappresenta uno dei momenti fondativi del percorso culturale dell’associazione Ta’m Terrae Onlus. Un evento che ha segnato l’inizio di una visione chiara: raccontare la ruralità non solo come produzione agricola, ma come patrimonio culturale, sociale e identitario.
Il nome dell’associazione — metà arabo e metà latino — trova nel Festival la sua espressione più autentica. Ta’m significa “sapore”, “gusto”; Terrae richiama la terra, le radici, la comunità. Il Festival è stato infatti un incontro tra popoli, tradizioni alimentari e saperi, collocandosi nello spazio simbolico del Mediterraneo, luogo di scambi millenari e di contaminazioni culturali.
Durante le tre giornate, il Festival ha ospitato incontri, degustazioni, momenti di approfondimento e attività dedicate alle filiere agroalimentari locali. Produttori, studiosi, associazioni e cittadini hanno animato un programma ricco, pensato per raccontare il territorio attraverso il linguaggio del cibo e delle sue storie.
Uno degli aspetti più significativi dell’evento è stato il suo approccio multidisciplinare. Il cibo non è stato presentato soltanto come prodotto, ma come esito di processi culturali, sociali e ambientali: un sistema complesso che unisce lavoro, paesaggio, conoscenza e tradizione.
Il Festival ha inoltre avuto una forte componente divulgativa, con un linguaggio accessibile e coinvolgente. È stato uno dei primi esempi di narrazione rurale contemporanea nel Lazio, anticipando temi che negli anni successivi sarebbero diventati centrali nel dibattito sullo sviluppo locale: multifunzionalità agricola, governance territoriale, valorizzazione delle filiere corte e importanza dei saperi locali.
Per Ta’m Terrae, il Festival del 2014 ha rappresentato il primo passo verso un percorso più ampio, fatto di progetti europei, manifestazioni culturali, collaborazioni accademiche e iniziative di cooperazione territoriale. Oggi l’evento è ricordato non solo come manifestazione culturale, ma come l’origine di un metodo: mettere al centro il territorio e raccontarlo attraverso la sua anima più profonda.
